Le poesie di Gildo Della Pina
La Scogliera del Tirreno
Oh ruvida scogliera del Tirreno
che mai non tremi all'infuriar dell'onda,
neppure prova un brivido il tuo seno
quando su te s'abbatte furibonda.
Tu sei una forza occulta del destino
che sfidi il mare nella notte fonda,
e tra l'imperversar dell'uragano
rimane sempre intatta la tua sponda.
Ma poi tutto dilegua e piano piano
a te ritorna l'onda estenuata
che dolcemente t'accarezza invano.
Perché rimani sempre altera e muta
scrutando il mare, mentre nel mattino
sorge radioso il sol che ti saluta.
La perla del Tirreno
La vasta ed affascinante pineta della Partaccia, lambita dal mare,
appena cominciano i primi giorni di primavera, si ridesta
in tutta la sua magnificenza, preparandosi a ricevere degnamente,
come in un grembo materno, numerose comitive di turisti
che provengono da ogni parte del mondo.
Vengono in questa magnifica pineta per respirare in santa pace
l'aria balsamica della nostra marina ed il profumo soave
dei giganteschi pini secolari.
Non solo, alla Partaccia, nel silenzio sublime della sua pineta
si ritrova quella pace serena tanto desiderata, ma soprattutto
l'anima si redime a sentimenti più nobili perché, nella quiete
solitaria ella ritrova se stessa e riprende quella forza spirituale a volte
perduta. In parole povere, tutti coloro che, durante il periodo estivo,
vengono a trascorrere le loro vacanze in questa oasi di pace, non solo
sentono come per incanto un senso di benessere e sentono risanare il proprio fisico, ma trovano anche tutto ciò che occorre per allietare
dolcemente il loro soggiorno.
Per coloro che amano veramente la quiete, per i mistici,
vi è la solitudine della pineta dove all'ombra mite e profumata
degli annosi pini si può sognare ad occhi aperti, ascoltando
la strana musica del mare che in perfetta armonia con lo stormire
del vento che passa tra le fronde e scende al cuore come una carezza,
come un senso di pace;
ed in questo mistico senso di pace, la mente serena libera da ogni preoccupazione, vaga silenziosa per l'infinito azzurro del cielo,
poi lentamente si concentra a Dio esultante di gioia,
sorridente d'amore. Quale soddisfazione più intima e più pura può
avere l'essere umano concentrandosi nel suo Dio?...
Tutto ciò è un dolce e sublime incanto di poesia che il più sensibile
poeta non fa parola per esprimere.
Oh mia bella Marina di Carrara
Salve! Oh Marina di Carrara!
Come sei bella e pura!
Quando nella sera il sole,
lentamente,
discende all'orizzonte
e tra i riverberi lontani trascolora
in miriadi iridescenze carezzevoli
e bacia l'onda che si quieta,
la fronte tua,
di giovane regina del Tirreno,
di riflessi purpurei rifulge.
Il tuo mare, servo fedele, umile,
pur se a volte ribelle,
dinanzi a tanta malia
si trasforma poi per un incanto,
tappeto azzurro e lucente di brillanti,
innanzi a te si stende.
Oh! qual magica tavolozza
riprodurre potrà si sconfinata bellezza?
Tra tanta magnificenza,
chi non sentirà,
sia umile o vate, lo slancio prepotente
d'innalzare il pensiero a quel Dio
che tutto regge e governa?
Piegate le ginocchia!
Restate proni!....
e sulle labbra, fervida fiorisca,
l'entusiastica preghiera.
Oh Marina di Carrara,
dove al fascino del tuo mare,
dove alla luce del tuo sole,
intrecci il sorriso dei tuoi giardini,
fa che gli innamorati tra i verdi labirinti cupi dei pini di salsedine,
pur sempre odorosi,
ritrovino nella dolce intimità i primi sogni d'amore.
Sognare a Marina di Carrara!
Si: vivere e sognare!
Vivere e sognare vicino a te,
con te e per te,
è dare al cuore l'illusione dolce
di eterna giovinezza;
vivere nel silenzio sublime,
tra i giardini profumati,
è redenzione dell'anima
che se stessa ritrova e forza riprende
se perduto o assopita.
Come si potrebbe vivere lontan da te,
senza sentire nel cuore un profondo,
immenso senso di nostalgia?
Nostalgia! Dei tramonti pittoreschi,
di lunghe passeggiate sulla spiaggia, sul molo,
nell'imbrunire lieve della sera,
nella morbida carezza, trepida dello zeffiro,
che col profumo di paesi vicini e lontani
reca una lieve e dolce melodia di canzoni marinaresche.
Oh mia dolce, oh mia bella Marina di Carrara!
Il poeta tuo, meschino e solitario,
con l'anima triste se ne va,
cercando le tenebre fugare,
per poter trovare sol un briciolo di pace
e con te restare;
e del profumo tuo inebriarsi
e cantare al Signore, per te,
le lodi di tanta tua bellezza.
Marina di Carrara,
il silenzio che ti domina,
il verde che t'incorona,
le luci, le ombre,
che scherzano,
s'inseguono ed animano l'interno delle tue pinete,
danno all'anima quel senso d'infinito mistero,
aspirazione assillante, continua,
d'ogni spirto superiore.
Nel mistico silenzio della sera
Nel mistico silenzio della sera
vado solingo per la via deserta
guardando in ciel la luna che rischiara
la florida campagna tutta assorta.
Nella sua fervidissima preghiera,
preghiera della notte che mi desta
un senso di dolcezza e più leggera
io provo in me l'orribile tempesta
che mi solea nel cor pungente e nera
stringermi forte a guisa di tenaglia
come zanne acute di una fiera;
Ma questa notte sento che germoglia
in me la fede al culto, alla preghiera
che dileguar mi fa morbosa doglia.