I racconti di Francesco Della Pina

Storie di marmo e di vita

I racconti di Francesco Della Pina

Arrivare a fare del bene

Lo scricchiolio di una porta che si apre, smorzato dall'ululato del vento e da cime innevate che circondano un piccolo borgo di montagna. Sull'uscio di quella porta un giovane di bell'aspetto abbraccia teneramente un padre. Con una sacca sulle spalle si avvia verso il fondovalle. Un ultimo sguardo verso il borgo natìo e le bianche cime dei monti che sembravano volerlo salutare. Durante il cammino ricordava le parole di suo padre prima della partenza. "Caro figlio, questo paese non ti offre nulla!". I frati ti hanno insegnato tante cose ed è per questo che ti meriti ben altro. Suo padre aveva lavorato come ortolano in un piccolo monastero a pochi chilometri dal borgo. Sua moglie era morta subito poco tempo dopo essersi sposato. Rimase solo con suo figlio di pochi anni. Continuò a prestare la sua opera dai frati, ma dopo pochi anni, mentre era intento a potare un albero di ciliegio cadde e rimase storpio. I frati allora si occuparono di suo figlio e di lui stesso. Frate Rino insegnava al giovane matematica e a tener di conto. Frate Astolfo come curarsi con le erbe, Frate Gero a leggere e scrivere, nonché storia e geografia. Padre Raniero gli insegnò tutti i trucchi delle arti marziali per potersi difendere e a tirar di spada.

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Il passero ed il Gufo

Dedicato a Beatrice, da tuo nonno "sparecchino"

Un giorno un passero, tutto spaventato, con le piume tutte arruffate per la paura, si recò da un gufo che aveva la sua dimora sotto un cornicione di una vecchia chiesa della città. "Toc, toc, il passero bussò". "Chi osa disturbarmi in piena notte?, rispose con voce burbera il gufo!!". Di rimando il passero disse che i gufi non dormono di giorno. "Bè, si, ehm, rispose il gufo". Che cosa vuoi passero?. Voglio sapere come si fa a far cessare la guerra nel mio paese. Il gufo inforcò gli occhiali con grosse lenti e sapiente e dotto come era si mise a consultare i suoi libri e scritti. Dopo poco, mentre il passero aspettava impaziente, il gufo gli disse di tornare all'indomani mattina di buon ora. Disse ancora che doveva avviare la procedura di pace avvertendo tutti i fratelli volatili. Il passero si cercò un rifugio per trascorrere la notte. Il mattino seguente si presentò dal gufo che gli disse: "Vai al tuo paese, la procedura è stata avviata!. Vedrai con i tuoi occhi che cosa sono capaci i nostri fratelli volatili!!". Tornato al suo paese il passero rimase meravigliato di quanto stava accadendo. Grossi stormi di uccelli, di colombe, fringuelli, anatre mandarine, aironi e tanti altri ancora lasciavano cadere dall'alto grandi quantità di sterco di mucca e di popò di ogni genere che riempirono le canne dei cannoni e dei fucili dei soldati da non poter più sparare. Poi andarono tutti a lavarsi e ritornò così la pace.

Tutt'ora se dovessimo guardare il cielo, su in alto, vedremo un falco pellegrino che fa da sentinella, pronto a dare l'allarme se qualche pazzo osasse ancora fare del male.

Vulcano

(per Beatrice da tuo nonno "Franco")

C'era una volta, tanto tempo fa, un Dio chiamato Vulcano, padrone assoluto di tutti i vulcani della terra. Un giorno, per esaudire i desideri della sua sposa Venere, prese un enorme pentolone e lo mise sulla bocca di un vulcano; riempiendolo di meravigliose pietre dai colori variopinti e di tante meraviglie e di alchimie che solo lui sapeva.

Mescolando e rimescolando il tutto si avverò il miracolo. A questo punto decise di gettare in un mare azzurro tutto il contenuto del pentolone, per poterlo raffreddare. Dopo tanto tempo nacque un'isola felice e bella, piena di calette e di piccole oasi di pace ove sua moglie Venere poteva fare il bagno. Tutto attorno all'isola alberi di tamerici fin sul limitare dell'arenile, oleandri e bouganvilles dai colori sgargianti e vivi come il colore dei vulcani. Sulle colline e sui monti alberi di secolari castagni che guardano il mare e si mescolano con i colori della terra. Quest'isola esiste. La chiamano Ilva, ora Elba ed è l'isola più bella del mondo.