I manoscritti di Francesco Della Pina: testimonianze di un processo creativo
I manoscritti di Francesco Della Pina rappresentano un patrimonio prezioso per comprendere il processo creativo del poeta e la genesi delle sue opere. Attraverso le carte autografe, con le loro cancellature, aggiunte e varianti, è possibile seguire l'evoluzione del suo pensiero poetico e la ricerca dell'espressione più autentica che caratterizza la sua produzione.
cresce nel tumulto della mano che scrive,
si perfeziona nel dialogo tra la penna e la carta."
— Francesco Della Pina, da un'intervista del 2020
I manoscritti delle poesie
Manoscritto di "Versi di marmo"
1998
I manoscritti della raccolta "Versi di marmo" mostrano il meticoloso lavoro di lima che Francesco Della Pina compiva sui suoi versi. Le numerose varianti e correzioni testimoniano la ricerca dell'espressione più autentica e della densità espressiva che caratterizza questi componimenti.
Particolarmente interessante è il manoscritto della poesia "Nel silenzio della cava", con le sue diverse stesure che mostrano l'evoluzione del testo fino alla versione definitiva. Le correzioni riguardano soprattutto la scelta dei termini tecnici legati al mondo del marmo e la costruzione delle immagini poetiche, elementi fondamentali per l'efficacia espressiva della poesia.
Il manoscritto di "Echi dalle Apuane"
Manoscritto di "Echi dalle Apuane"
2002-2003
Il manoscritto di "Echi dalle Apuane" è uno dei documenti più preziosi dell'eredità di Francesco Della Pina. Le carte autografe mostrano il complesso lavoro di composizione della raccolta, con numerose correzioni, aggiunte e spostamenti di versi.
Particolarmente interessanti sono le varianti relative ai versi che descrivono i paesaggi delle Alpi Apuane e le cave di marmo. Queste modifiche testimoniano la ricerca di un equilibrio tra la descrizione naturalistica e la riflessione sul rapporto tra uomo e natura.
Il manoscritto contiene anche schizzi e disegni che mostrano i profili delle montagne e le cave, rivelando come l'ispirazione di Della Pina nascesse spesso dall'osservazione diretta del paesaggio e dalla sua trasposizione visiva prima che poetica.
I manoscritti del saggio "L'anima del marmo"
Manoscritto de "L'anima del marmo"
2010-2012
I manoscritti del saggio "L'anima del marmo" rappresentano un caso particolare nell'opera di Francesco Della Pina, poiché mostrano il suo approccio alla saggistica e alla riflessione culturale. Le carte autografe rivelano un meticoloso lavoro di ricerca e di elaborazione concettuale.
Particolarmente interessanti sono le note a margine e i riferimenti bibliografici che accompagnano il testo, in cui Della Pina dialoga con la tradizione letteraria e artistica legata al marmo, dalla scultura classica alle avanguardie contemporanee, passando per Michelangelo e Canova.
I manoscritti de "L'anima del marmo" contengono anche interviste a cavatori e scultori, testimonianze raccolte sul campo che Della Pina ha integrato nel saggio, creando un dialogo tra la riflessione teorica e l'esperienza pratica, tra la cultura alta e il sapere artigianale.
I taccuini di lavoro
Taccuini di lavoro
1995-2020
I taccuini di lavoro di Francesco Della Pina rappresentano una fonte preziosa per comprendere il suo metodo creativo e la genesi delle sue opere. Questi quaderni, che il poeta porta sempre con sé durante le sue visite alle cave e le sue passeggiate sulle Alpi Apuane, contengono appunti, impressioni, schizzi e prime stesure di poesie.
Particolarmente significativi sono i taccuini utilizzati durante il periodo in cui Della Pina lavorava come cavatore, che contengono osservazioni tecniche sul lavoro di estrazione del marmo, ma anche riflessioni poetiche sul rapporto tra l'uomo e la montagna.
I taccuini rivelano anche aspetti meno noti della personalità di Della Pina: la sua attenzione ai dettagli, la sua capacità di osservazione, la sua sensibilità per i suoni e i silenzi delle cave, il suo interesse per le storie e le tradizioni dei cavatori.
La conservazione e lo studio dei manoscritti
I manoscritti di Francesco Della Pina sono conservati principalmente presso l'Archivio Comunale di Carrara e la Biblioteca Civica di Carrara, che custodiscono la maggior parte delle carte dell'autore. Alcuni documenti sono conservati anche nell'archivio personale del poeta, che ha donato parte dei suoi manoscritti alle istituzioni culturali della sua città.
Negli ultimi anni, grazie a un progetto di valorizzazione del patrimonio culturale di Carrara, è stato avviato un processo di digitalizzazione dei manoscritti di Della Pina, per renderli accessibili agli studiosi e agli appassionati. Questo ha favorito la diffusione della sua opera e ha permesso di approfondire la conoscenza del suo processo creativo.
Lo studio dei manoscritti ha rivelato l'importanza del rapporto diretto con il territorio nella poesia di Della Pina. I suoi taccuini, con schizzi, appunti e prime stesure, mostrano come la sua ispirazione nasca spesso dall'osservazione diretta delle cave e delle montagne, e come la sua poesia si nutra dell'esperienza concreta del lavoro e del paesaggio.